Monday, 2 August 2010
Un amore impossibile (di Ornella Casini)
Quando Tea lo vide per la prima volta rimase senza fiato. Non aveva mai visto in vita sua essere vivente più bello. Lo vide scendere con fare elegante dal camioncino, appena giunto nel maneggio adiacente alla fattoria in cui lei abitava. Lo trovò bellissimo, imponente, di gran lunga superiore a tutti gli altri, sui quali spiccava per il suo colore scuro, che lo rendeva ancora più affascinante e misterioso. Dallo steccato che li separava ogni giorno Tea lo guardava, prima con curiosità, poi col passare del tempo con interesse sempre più evidente. Le sue amiche, che ormai si erano accorte del suo coinvolgimento, la prendevano in giro bonariamente, senza cattiveria, perché in fondo non si poteva voler male a Tea. Lei era ben voluta da tutti, aveva sempre una parola gentile e su di lei si poteva contare per ogni necessità o bisogno. La fattoria era una piccola famiglia, gli animali vivevano tutti insieme nel cortile e fatta eccezione per la vecchia proprietaria, una donna arcigna e sempre arrabbiata, il clima era sereno e le giornate passavano tranquille. Tutti cercavano di darsi una mano, soprattutto quando dovevano contenere l'ira della padrona. Era risaputo, che l'unica maniera che lei conosceva per...calmarsi era farsi un buona mangiata ed a farne le spese era sempre un povero animale della fattoria. Si era allora creata una sorta di alleanza per fare in modo che questo non succedesse, creando rifugi e tane adatte ad ospitare gli animali, da usare quando lei compariva in preda alle sue solite sfuriate. Con questo espediente le cose erano cambiate, perché trovando il cortile vuoto, lei si calmava e si recava nell'orto, accontentandosi di una bella insalata. Tutta la vita di Tea si era svolta in questo micromondo, conosceva tutti, il falegname che portava la legna da ardere già tagliata alla signora, il pastore che ogni mattina si fermava in fattoria col suo gregge, i contadini che lavoravano i campi, ed infine gli inservienti del maneggio accanto. Ma tutto e tutti erano passati in secondo piano da quando era arrivato lui. Tea ogni mattina, appena sveglia correva fuori in cortile, fino allo steccato, per vederlo correre. Rimaneva incantata e con occhi sognanti, lo osservava per tutto il giorno, fino a sera, fino a quando non si ritirava per la notte. Non sapeva niente di lui, eccetto il nome, che veniva gridato, dai lavoratori del maneggio, quando lui cercava di...allontanarsi furtivamente. Quel nome, che richiamava i suoi colori era Bruno. Col quel nome Tea si addormentava e col suo nome si risvegliava. Le sue lunghe occhiate non passarono inosservate e un giorno Bruno si avvicinò allo steccato per conoscerla. Tea imbarazzatissima riuscì solo a dirgli il suo nome, ma questo non impedì a Bruno di iniziare una conversazione che portò in breve tempo a far sì che si frequentassero sempre di più. Nelle pause in cui lui non si esercitava nelle corse ippiche, di cui lei seppe era un campione, parlavano sempre, di tutto. Si raccontarono della loro vita, quella di lei, sempre passata in fattoria, con la voglia di vedere il mondo, quella di lui, sempre impegnato nelle corse, con la voglia di essere libero, di uscire dal quell'ambiente che ormai non gli stava dando più niente. Entrambi scoprirono ben presto, di essere simili, su tante cose e di avere tutti e due lo stesso desiderio, fuggire da quel posto. Sapevano però che per farlo occorreva una grandissima forza e un coraggio che in fondo non avevano nessuno dei due, erano troppo legati a vincoli, consuetudini e obblighi che non si sentivano in grado di tagliare. Questo però ...non impediva a Tea di sognare di poter un giorno oltrepassare quello steccato e di poter andarsene con lui. Quando capì di amarlo, una lacrima uscì dai suoi occhi, perché insieme a questa scoperta, amaramente comprese che il suo era un amore impossibile. Lui non sarebbe mai stato suo, nemmeno per una volta. Cercò allora di evitarlo, ma immancabilmente una parte di lei faceva di tutto per creare un incontro, un saluto, un cenno, qualunque cosa. Anche il solo vederlo da lontano bastava a renderla felice. Smise così di lottare contro se stessa, amava Bruno ed era inutile cercare di evitarlo o non parlargli, non sarebbero bastate queste cose per far sì che lei lo dimenticasse. Sperava però che il tempo l'aiutasse e che le cose cambiassero, che il sentimento che provava si trasformasse in una bella amicizia, perché quello che lei voleva, non avrebbe potuto averlo mai. Ma anche quello, che lei pensava un amico, la tradì. Invece di aiutarla, il tempo, non fece altro che rendere ancora più profondo l'amore che sentiva per lui. L'unica cosa che poteva fare, era chiedere aiuto a Bruno, doveva metterlo a conoscenza di quello che provava e forse sentendo anche da lui ...che era una cosa impossibile, si sarebbe infine arresa. Dopo una notte insonne Tea andò decisa allo steccato, dove si incontravano ogni mattina e gli parlò. Candidamente gli aprì il suo cuore, rivelandogli quel segreto che lui già, aveva capito. In fondo queste cose si sentono, e se per lui, lei non era uguale alle altre, non poteva accettare il suo amore. Tea non rimase sorpresa di quello che Bruno le disse, sapeva che era un amore impossibile. Lei non era che una piccola papera e lui un bellissimo cavallo nero, cosa poteva pretendere e sperare? Nonostante avesse messo in conto tutto questo, pianse calde lacrime su questo amore non vissuto, chiedendosi perché la vita le avesse fatto provare questa sofferenza, per quale motivo si era innamorata di chi sapeva non avrebbe mai potuto avere? Passarono giorni difficili dove l'imbarazzo si mescolava alla vergogna. Lei si sentiva così inadeguata, così imperfetta, così piccola di fronte a lui, che sarebbe voluta sparire. Si chiedeva il perché l'amore l'avesse travolta, mettendole davanti tutto quello che aveva sempre desiderato, senza darle la possibilità di averlo. Le sembrò che il destino le stesse facendo il più brutto scherzo che potesse mai ricevere. Le diceva ... che l'amore esisteva, non era solo frutto delle sue fantasie o delle visioni di romantici scrittori, ma per lei era una cosa proibita. La vita, la situazione che stava vivendo, le negavano questa possibilità. Si sentiva come un viandante che dopo aver tanto viaggiato, trova il posto dove finalmente fermarsi a riposare, ma inaspettatamente, non trova alloggio. L'unica possibilità che ha è riprendere nuovamente il cammino, ma solo in quel momento si rende conto di quanto sia sfinito. Anche lei era stanca, stanca della sua vita e senza la speranza di poter riavere indietro il suo povero cuore, ormai perduto in quell'amore non ricambiato. L'unica via d'uscita che Tea conosceva era solo quella che avrebbe messo in pratica la mattina successiva. Doveva avere quel coraggio che le era sempre mancato, perché il solo modo per essere libera da quel mondo e libera da quella morsa che le stringeva l'anima, era compiere quel gesto. Anche Bruno stava passando un momento non facile, in fondo era dispiaciuto di quello che era successo, voleva bene a Tea. Fece passare un po' di tempo, ma quando si accorse che non la stava vedendo da parecchi giorni, andò allo steccato per chiedere sue notizie. Incontrò ...le amiche di lei e quando chiese di Tea, rimase senza parole sentendo quello che gli raccontarono. Quella notte nel box che Bruno occupava, improvvisamente si passò dal silenzio al rumore infernale di calci dati all'impazzata, che sfondarono prima la porta del box e infine quella della stalla. Bruno si ritrovò nel maneggio dove cominciò a correre come impazzito. Nella sua mente pensieri e ricordi si rincorrevano, accavallandosi l'uno sull'altro... Tea... Tea che tante volte lo aveva visto scherzare e flirtare con le altre e con occhi colmi di dolore, allontanarsi senza dire una parola... la dolce Tea che vedendolo zoppicare gli chiedeva con voce preoccupata, cosa gli fosse successo... Tea che ogni mattina lo aspettava allo steccato... l'affettuosa Tea che ascoltava i suoi problemi e le sue confidenze... l'amorevole Tea che con piccoli gesti gli dimostrava il suo affetto... la tenera Tea che diceva di amarlo... Tea, che dopo il suo rifiuto, si era messa da parte, per non disturbare, per non metterlo a disagio, nel doverla vedere o parlare con lei... la piccola Tea che una mattina non si è nascosta, quando la padrona nervosa cercava di placare la sua ira preparandosi un pranzetto... la coraggiosa Tea ferma ... in mezzo al cortile che la aspetta, mentre gli altri animali come impazziti le urlavano di mettersi in salvo... la delicata Tea che senza un lamento si è fatta uccidere, per essere libera da tutto e da tutti... anche da lui... Continuando a correre sempre più veloce saltò la palizzata e si addentrò nel bosco. Calde lacrime uscivano dai suoi occhi, le fronde degli alberi ferivano la sua carne, ma il dolore che sentiva era niente in confronto a quello provato dal suo cuore. Madido di sudore arrivò alla fine del bosco dove una piccola radura costeggiava un profondo crepaccio. L'altra sponda era distante qualche metro, Bruno si fermo sull'orlo del baratro. Con gli occhi offuscati dalle lacrime valutò se poteva superare con un salto quel vuoto oppure no. Sapeva che dall'altra parte si estendevano praterie a non finire, sarebbe stato libero. Avrebbe finalmente avuto quella libertà di cui tanto aveva parlato con lei. "Aiutami Tea, dammi il coraggio per farlo, dammi quel coraggio che tu hai avuto." Urlò alla luna d'argento, che circondata da una miriade di stelle, illuminavano quella notte. Esitò ancora un attimo, poi indietreggiò di qualche metro ed infine partì al galoppo, lanciandosi verso l'altra ...sponda. Durante quel salto, il salto della sua vita, che poteva portarlo verso il futuro sognato o incontro alla morte, gli comparve davanti agli occhi, come in un sogno, la piccola Tea. Guardandola con dolcezza capì quello che aveva sempre saputo, ma mai voluto ammettere e nel silenzio della notte le disse solo poche parole... grazie, amore mio. Solo un lungo lacerante nitrito, fu udito dagli inservienti del maneggio, l'orecchio umano non poteva capire quelle parole d'amore. "Che cosa strana è l'amore e come strano è anche il destino, che ci fa incontrare nel nostro cammino, chi segnerà in maniera indelebile la nostra vita. Che sarà sempre e comunque accanto a noi, che ci farà compagnia, anche se non dovessimo più ne parlargli, ne vederlo." Questo pensava Bruno mentre correva sull'erba soffice della prateria. Il merito di tutto questo, era solo di Tea, una piccola papera, con un grande cuore, che con il suo amore, gli aveva dato un dono, che mai avrebbe sperato di ricevere... una nuova vita